E sei poi diventano dei piccoli capitalisti senza cuore?
(come usare correttamente la paghetta con i nostri figli).

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Educazione al risparmio dei bambini: come usare correttamente la paghetta con i nostri figli.

Per insegnare ai bambini l’uso consapevole del denaro servono metodo, equilibrio e chiarezza.

Quando parliamo di educazione finanziaria dei nostri figli, tutti noi, come genitori, abbiamo una paura più che legittima: crescere un piccolo Paperon De Paperoni, il ricchissimo (e avaro) personaggio dei fumetti di Topolino, solo perché in nostri bambini sono particolarmente presi dal maneggiare la paghetta.

O magari abbiamo il timore che ci bombardino con una sfilza di domande sul lavoro, i soldi, i bancomat, le spese di casa, e il “mamma comprami questo e quello”.

Insomma, il rischio che introducendo i nostri rampolli fin da piccoli all’uso e alle dinamiche proprie del “mondo dei grandi” possa farli diventare un pochino materialisti, diciamoci la verità… esiste.

Chi vorrebbe sentirsi chiedere dal proprio figlio «mamma, quanto mi dà la vecchietta se l’aiuto ad attraversare la strada??»

Io no di certo!!

Nella lunga e dettagliata ricerca, durata mesi, che io e i miei collaboratori abbiamo effettuato per la stesura di “Mister Soldino e l’Ordine della Cassaforte”...

… più volte, parlando con altri genitori nella mia stessa situazione – con uno o più figli ancora minorenni, in particolare tra i 6 e i 12 anni – il discorso si è soffermato su questo piccolo problema in particolare.

(a proposito… il tuo bimbo l’ha già letto? Gli è piaciuto? Fammelo sapere, se vuoi: posta un video, o una foto con un breve racconto sulla pagina Facebook di Mister Soldino!)

Sto parlando del “pericolo”, anche se forse come parola è un pochino esagerata, che istruendo i bambini a maneggiare i loro soldini, far di conto e rendendoli sempre più partecipi alle spese di casa e alla quotidianità finanziaria della famiglia…

possa indirizzarli sulla strada sbagliata del materialismo, spingendoli a diventare “piccoli avidi capitalisti” già in tenera età, rifiutando per esempio di svolgere piccoli lavoretti per aiutare in casa, o buone azioni, se non in cambio di una ricompensa economica.

Certo, il concetto di ricevere del denaro in cambio di un lavoretto e, più in generale, di uno sforzo, rimane alla base di un sano rapporto con il denaro.

Il nostro bambino deve capire da subito che i soldi non escono dal bancomat, ma sono frutto di lavoro e sacrifici. Spesso ad opera dei loro genitori, che fanno tutto il possibile per garantire loro ogni bene.

Ma come muoversi allora su questa sottile linea che separa la genesi di “mostriciattoli pronti per Wall Street” da una corretta educazione finanziaria basata su sani principi, in grado di farli crescere autonomi e consapevoli?

Te ne parlo in Mister Soldino: uno dei strumenti che meglio si adattano a questo scopo…

… è la famigerata “paghetta”.

Molti studi, evidenziano come possa essere utile per introdurre i più piccoli a svariate questioni che riguardano il denaro.

Il problema è che spesso viene “usata” nella maniera scorretta.

La numerosa letteratura a riguardo è in parte divisa tra chi afferma che andrebbe data sempre e in ogni caso ai propri figli, di norma per un importo stabile e costante…

… e chi invece afferma che dovrebbe essere corrisposta soltanto nei casi in cui il bimbo se lo meriti. Come per esempio quando prende dei buoni voti a scuola, aiuta in casa, fa dei lavoretti per noi o, più semplicemente, quando si “comporta bene”.

Spesso, e questa volta probabilmente non fa eccezione, la verità sta nel mezzo.

Qual è questa “verità di mezzo”?

Ricapitoliamo…

Come e quando dare la paghetta ai nostri figli.

In questo primo caso il bambino impara a gestire le somme che gli vengono date in autonomia… senza che se le veda aumentare o togliere all’improvviso, per “buone” o “cattive” azioni.

Così dovrebbe riuscire a programmare meglio le proprie spese e i propri desideri, pianificando gli obiettivi da raggiungere sulla base di entrate che può considerare “fisse”.

C’è però un possibile problemino all’orizzonte: la “certezza” di ricevere sempre una somma di denaro, per quanto piccola, può portarlo a dare per scontati i propri “guadagni da paghetta”, non vedendovi più una correlazione diretta tra sforzo e ricompensa. 

Questo porta a sua volta con sé un altro pericolo… il rischio che attecchisca in lui il pericoloso “seme” dell’assistenzialismo.

Fenomeno ormai diventato di massa con l’introduzione del Reddito di Cittadinanza…

… ma noto da anni quando, in misura minore, si parlò per la prima volta dei “bamboccioni”, quei bambinoni mai veramente cresciuti, che rimanevano a casa dei genitori fino a 50 anni…

… facendosi in molti casi anche mantenere in una sorta di forma pre-assistenziale.

E di certo non vogliamo (io per primo) che i nostri figli diventino delle sanguisughe statali… o peggio ancora dei “bamboccioni”, dipendenti da noi fino alla mezza età.

Nel secondo caso invece, remuneriamo il bimbo per dei piccoli lavoretti, per eventi particolari come compleanni, feste o altro, o semplicemente perché fa il bravo.

Il rischio in questo caso è circa l’opposto del punto precedente, come accennato poco prima: se leghiamo la “paghetta” dei nostri figli solo e soltanto a delle azioni, in una logica di azione-reazione (ricompensa nello specifico) lui tenderà a evitare di fare qualunque cosa che non gli possa portare un immediato controvalore monetario…

… rendendolo un piccolo

 “squalo” della finanza domestica.

La soluzione proposta da molti educatori e psicologi cognitivi infantili, sta nel mezzo.

Cercare da un lato di dare sempre la “paghetta”, in modo che possa imparare il risparmio e la pianificazione per obiettivi, diventando responsabile di gestire le piccole somme che gli affidiamo…

… ma dall’altro, stimolarlo continuamente per guadagnare da qualche lavoretto extra, magari aiutando i vicini a tagliare il prato o portando a spasso i loro cagnoloni. 

Per concludere, abbiamo visto quali possono essere i “pericoli” che si nascondono dietro ad uno scorretto uso della paghetta… e quanto però sia utile per educare finanziariamente i propri bimbi, preparandoli a quello che il futuro riserverà loro.

Ma il futuro, che per definizione è incerto, nasconde molte insidie: specialmente per noi genitori. 

Se anche tu come me hai dei bambini piccoli, sai che crescerli in tranquillità e senza problemi è uno delle cose che più ci motiva e ci fa andare avanti.

Qualche volta però degli imprevisti si mettono di traverso e rischiano di sconvolgere il quieto vivere di una famiglia…

… come è successo nel 2020.

Gli eventi nell’anno della Pandemia sono stati una delle “scintille” che mi hanno spinto a cercare una soluzione, perfettamente adatta a chi si trovava nella mia stessa situazione, con dei figli minori. 

Un qualcosa che permettesse ai genitori di dormire sonni ancora più tranquilli, senza pensare alle conseguenze della prossima pandemia, o di qualsiasi altro disastro. Economico, naturale… o sanitario.

Se ti dovesse interessare…

… ne parlo in questa pagina (Clicca QUI).

Troverai un breve video che, in una manciata di minuti, ti farà capire di cosa parlo.

E di quanto sia importante proteggere te e la tua famiglia… specialmente in un mondo incerto come quello di oggi.

Ti posso assicurare che non te ne pentirai…. parola di un padre di famiglia.

A presto (e buona vita), 

Simone.

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