Crescere i figli fino alla maggiore età: sai quanto ti costa realmente uno “svezzamento”?

Home » Crescere i figli fino alla maggiore età: sai quanto ti costa realmente uno “svezzamento”?

Crescere i figli fino alla maggiore età: sai quanto ti costa realmente?

Lo rivela un rapporto dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori. Ma il punto è: sai quanto ti costa realmente se non riesci a mantenere lo “status quo”?

Quanto costa realmente mantenere un figlio fino alla maggiore età? Ci sono buone probabilità che una domanda del genere non te la sei mai nemmeno posta. Giusto?

Ti capisco. 

Da genitore e padre di due splendidi bimbi, posso dirti che il “ma quanto mi costano” passa spesso in secondo piano.

Se con “svezzamento” in gergo tecnico s’intende il momento in cui il nostro bambino passa da una dieta liquida a una solida, in questo caso il concetto che vorrei trasmetterti è più generico e legato al mondo naturale. 

Mi spiego meglio.

Vedi, in natura un “cucciolo” passa del tempo con i propri genitori, in particolare con la mamma, i suoi fratelli e le sue sorelle.

Prendiamo l’esempio dei piccoli “re delle savana”, i leoni: quando mamma leonessa deve darli alla luce, si separa momentaneamente dal proprio branco, per dirigersi in una località segreta e riparata dove potrà darli alla luce in sicurezza.

Passata qualche settimana, i leoncini si ricongiungono con i loro simili, dove faranno la conoscenza degli altri membri, compreso il loro imponente “papà” dalla folta criniera. 

Da qui in avanti cresceranno a vista d’occhio, giocando tra di loro e con gli altri componenti del gruppo. 

Dopo qualche mese sono però ancora dipendenti da chi li circonda, e da mamma leonessa in particolare: continueranno infatti a nutrirsi solo del latte materno fino ai 6-8 mesi di vita. 

Solo da quel momento in avanti, cominceranno timidamente a partecipare alle battute di caccia dei maschi.

Nonostante si stiano trasformando sempre di più in un vero e proprio “Re Leone”… 

…l’indipendenza è ancora piuttosto lontana.

Soltanto al compimento del terzo anno di età, i novelli cuccioli ormai cresciuti, potranno avviarsi a quello che la natura ha destinato loro: contribuire ad accudire il branco per le leoncine e formare dei piccoli gruppi “esplorativi” per i giovani Simba.

Quindi, anche quello che è considerato a tutti gli effetti come uno dei felini più grandi del mondo e abile cacciatore… rimane dipendente dai propri genitori, dal proprio “branco” fino a quasi un terzo della sua vita.

Tanto è importante il supporto della sua famiglia!

Traghettare verso l’età adulta un cucciolo di leone porta con sé molta fatica: non solo gli devono essere dedicate attenzioni e cure speciali…

…ma anche riserve di cibo e protezione.

Se di certo nel mondo animale queste “cure” non possono essere facilmente quantificate, nel nostro caso ci vengono incontro la matematica e i numeri.

Infatti, un recente Osservatorio nazionale ad opera di Federconsumatori ha evidenziato l’esatta spesa in termini monetari necessari ad un famiglia per “mantenere” il proprio pargolo fino alla maggiore età.

Le cifre emerse rischiano di lasciare piuttosto scossi: vanno dai 117.400€ per le famiglie con un reddito intorno ai 22.000 euro, ai 288.600€ per chi ne guadagna oltre i 70 mila.

Esatto, hai letto bene: per dei genitori che riuscissero a portare a casa un reddito medio-alto di circa 70.000€ netti annui…

… la “spesa” per poter crescere un figlio – senza fargli mancare nulla, s’intende – sarebbe di quasi 300.000€.

Un terzo di milione per “svezzare” il nostro pargolo e traghettarlo fino alla maggiore età.

Ecco il dettaglio dello studio effettuato da Federconsumatori: mica noccioline

E se i bimbi sono più di uno?

La risposta è piuttosto semplice: via di qualche minima agevolazione corrisposta per chi ha più figli – oltre a qualche “sconto” come la tariffa per l’asilo nido per ogni bimbo che ci mandi – l’investimento che ogni pargolo richiede al nucleo familiare…

… praticamente raddoppia.

Diventando una voce veramente importante da considerare, quando teniamo in mano il nostro bilancio familiare. 

Forse ti starai chiedendo se pensare ai soldi non svilisca il rapporto che una famiglia dovrebbe avere con i propri figli…

Da genitore a genitore, sono praticamente certo che il tuo bimbo (o i tuoi bimbi) siano per te una delle gioie più grandi al mondo. Perché per me Edoardo e Gabriele lo sono!!

Ma forse non per chiunque è così?

Figli, (in)felicità e problemi economici.

Consideriamo per un attimo gli studi dell’economista inglese David Blanchflower che possiamo riassumere con la frase: 

“I figli fanno davvero la felicità?”

Lo studioso britannico infatti non riusciva a spiegarsi il perché le persone continuavano a fare figli… 

… quando numerose ricerche effettuate negli anni e da lui analizzate – la prima nel 1970 e l’ultima nel 2016   –  evidenziavano nettamente come le coppie con bambini risultassero meno “felici” rispetto alle altre. Secondo i parametri analizzati perlomeno.

E questo era un paradosso che andava risolto ad ogni costo.

Così Blanchflower, aiutato dal collega Andrew Clark della Paris School of Economics, ha voluto approfondire l’argomento tramite un’indagine estesa su un milione di famiglie europee.

Il risultato? 

NON sono i figli a rendere i genitori infelici… 

… ma i problemi economici che crescere un figlio può portare con sè.

E la spiegazione in estrema sintesi di questo immane lavoro di ricerca ci riporta alle considerazioni fatte all’inizio di questo articolo: per quanto amiamo i nostri bambini e faremo di tutto (davvero) per loro…

… non possiamo ignorare l’impatto economico che potrebbero avere nelle vite di noi genitori.

Perché noi, padri e madri, abbiamo firmato con loro un contratto non scritto… un obbligo morale che ci lega alle nostre creature: proteggerli e farli crescere in sicurezza, garantendogli un futuro senza sorprese.

Con questo non voglio mica dirti di trasformarti in un contabile assatanato, che rendiconta ogni centesimo speso…

… mettendo il “dio denaro” davanti alla felicità dei tuoi familiari.

Certo che no!!

Non ti chiederei mai di fare qualcosa che, io per primo, mai mi sognerei di considerare.

Il mio aiuto concreto per te, amico genitore: come blindare il futuro dei tuoi figli.

Mi piacerebbe soltanto che riflettessi per un attimo su una cosa.

Al momento, il reddito della tua famiglia, moglie o marito che sia, è più che sufficiente per farvi vivere una vita serena. 

I tuoi bimbi crescono tranquilli (DAD e Covid a parte, s’intende…). Via di qualche screzio tipico dell’infanzia, tutto prosegue bene.

Stai programmando la loro istruzione futura – e già acquistando Mister Soldino si vede hai capito quanto l’educazione finanziaria sia importante – e risparmiando in tal senso.

(se non hai ancora il tuo kit di Mister Soldino e l’Ordine della Cassaforte ti invito a visitare ora questa pagina → Mister Soldino – Il Libro).

Avete un tetto sopra la testa. Il mutuo o l’affitto viene pagato regolarmente. Le bollette anche. 

Insomma… va tutto bene.

Il mio compito, come padre e assicuratore, è proprio “assicurarmi” che questa situazione quasi perfetta in cui ti trovi non debba mai cambiare.

Io per primo, visto che sono anche un imprenditore, ho dovuto “blindare” il futuro di mia moglie e di Gabriele ed Edoardo…

… in modo che niente, e dico NIENTE, possa mai mettere in pericolo il loro domani.

Questo è l’aiuto concreto che posso darti, amico genitore.

Simone Costenaro racconta come nasce il progetto di Mister Soldino

Perché in quasi 25 anni di carriera posso dirti una cosa: ne ho viste di tutti i colori. 

Situazioni tragiche che si sarebbero potute evitare in 5 minuti e con un paio di righe scritte bene. (a questo proposito ti invito a leggere anche l’articolo “Successione ereditaria e aziende: l’assurdo paradosso dell’imprenditore bambino”).

E, proprio per questo… ho cercato di trasformare quello che prima era un semplice lavoro – il portare in tavola la pagnotta ogni giorno – in qualcosa di più: una missione.

Arrivati a questo punto, la scelta è solo tua.

Puoi andare su questa pagina e vedere con i tuoi occhi come posso realmente aiutarti a non pensare più agli imprevisti della vita, togliendoti quel peso che forse oggi ancora ti porti sulle spalle…

… oppure non fare niente. Io di certo non ti posso obbligare!

Ma se vuoi un consiglio spassionato, credimi: fallo e non te ne pentirai.

Ti aspetto → clicca QUI adesso!

Ciao, 

Simone

Post Recenti